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Articolo Gherarducci
Da "Il Roma" di sabato 30/6/07:
«Volevo essere spiritoso, scusatemi»
NAPOLI. Sono le 13 circa di un giovedì come tanti
e in attesa del pranzo tantissimi napoletani
si sintonizzano su Italia1 per seguire “Studio
Sport”, desiderosi di buone nuove dal mercato.
Hamsik non è ancora stato annunciato e,
anzi, monta una certa insoddisfazione negli appassionati
che aspettano il primo colpo degli
azzurri. Parte il servizio sul Napoli e quella delusione
per il mercato che non decolla diventa
una smorfia di disgusto. Il giornalista, Giampaolo
Gherarducci, nel tentativo di dare “colore”,
come si dice in gergo, ad un servizio in
cui si punta il dito su un club fino ad allora immobile,
ha l’infelice uscita di dire che “per chi
crede che una statuetta ogni tanto possa sanguinare
non sarà difficile credere che Calaiò
e Sosa siano Ronaldinho ed Ibrahimovic”.
Apriti cielo. In tutti i sensi. Napoli si sente
offesa e si ribella, parte il tam-tam su radio e
siti internet, monta la protesta, la rabbia, l’umiliazione.
Ma perché? Che c’entra la Madonna?
A due giorni di distanza dal servizio di
Italia1 l’amarezza dei napoletani ancora non
s’è acquietata. Tante le mail di protesta alla redazione,
le reazioni indignate. Un’iradiddio forse
un po’ esagerata ma che travolge tutto e tutti.
Eppure lui, Giampaolo Gherarducci, fratello
del noto Giorgio, uno dei tre genietti della
Gialappa’s, tutto si aspettava fuorchè di scatenare
questo putiferio: «Ma davvero è andato
su you-tube il mio servizio? Mamma mia. Voglio
scusarmi con tutti, ho usato un linguaggio
non certo oxfordiano e me ne dispiaccio davvero.
Tra l’altro ho anche commesso un errore
geografico: la madonnina che piange era di
Civitavecchia, non di Napoli, ma a parte questo,
ho sbagliato. Sulle prime non mi ero reso
conto di cosa avevo combinato, il mio “pezzo”
era stato anche letto da altri colleghi prima
che andasse in onda e mi sentivo tranquillo. Risentendolo,
però, mi sono pentito davvero, potevo
evitarmelo. Mi scuseranno i napoletani?
Davvero non avevo malizia. A volte fai dei servizi
dove pensi di essere spiritoso e non ci riesci».
Tra l’altro non tutti sanno che il padre di
Giampaolo, Mario, anch’egli giornalista, penna
fine e attento opinionista, ha vissuto fino ai
25 anni a Napoli e degli azzurri è tifosissimo:
«Mi fa una testa così sul Napoli, non si è perso
una partita anche l’anno scorso. Non potrei
mai avercela con i napoletani, è come se fossero
parte di me».
Equivoco chiarito. Nel servizio però c’erano
severe critiche all’operato sul mercato della
società...
«E manco a farlo apposta in serata hanno acquistato
Hamsik, magari sarà servito da sprone.
Lo slovacco è un buon giocatore, ora servono
un attaccante, un difensore ed un altro
centrocampista. Anche quando ho attaccato la
società per non aver piazzato ancora colpi sul
mercato, comunque, non volevo essere certo
cattivo, fotografavo solo la realtà. Quando mi
hanno chiesto il servizio, peraltro, ho detto:
“beh, il Napoli finora sta facendo come il Milan.
Si parla di Eto’o, Ronaldinho, Drogba, Sheva,
ma finora non è venuto nessuno”. E c’è stata
anche l’aggravante del caso Suazo...”.
Possiamo tranquillizzare i napoletani allora,
l’ondata delle mail di protesta può anche fermarsi?
«Ma sì, dai, mi scuso ancora e spero di venire
presto al San Paolo ad applaudire gli azzurri”.
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